Dopo la gara di triathlon sprint dedicata agli Elite di sabato 24 gennaio, domenica 25 si è svolto il Triber226, triathlon iron e half iron distance a cui ha preso parte anche il triatleta umbro Alessandro Jovine. Ecco il suo racconto.

Diciamolo subito, è stata un’esperienza unica in un contesto socio culturale molto diverso da quello in cui quotidianamente viviamo.

Ci si immerge immediatamente nella realtà locale e ci si dimentica quasi subito tutto quello che abitualmente siamo abituati a fare.

Qui si vive… mañana… tutto si fa domani, sparisce lo stress e ci si abbandona ad una serenità a noi quasi sconosciuta.

Ed è così che ci si avvicina al giorno della gara: è venerdì, si va al race office per il ritiro pettorale, si verificano i percorsi e gli orari, le zone cambio, la starting list, ma… mañana, ne sapremo di più domani.

Sabato consegniamo bici e sacche e mi ricordo di non aver potuto portare la bomboletta per gonfiare la camera d’aria in caso di foratura (vietata in aereo). La comprerò agli stand mi ero detto, si, il problema che l’expo non c’è…

Domingo arriva, sono le sei ed è ancora buio pesto. Si arriva in zona cambio, ma dov’è la zona cambio?

Ci si gira intorno e poi si vede un gruppetto di persone che confabulano: meno male che c’è il giudice gara che mi dice che stanno montando.

Gli chiedo dove posso trovare anche la famosa bomboletta e lui mi fa un bel sorriso. Inizio a chiedere a tutte le persone che incrocio e alla fine si avvicina un atleta messicano che ha recepito la mia richiesta, lo abbraccio e con 10 CUC mi aggiudico la bomboletta.

Poco prima delle sette si riesce anche a sapere dov’è la salida (partenza nuoto), ci si avvia e qui inizia la gara. Non siamo in tanti, non vorrei perdermi in bici… Il giro è di 90 chilometri e la corsa su giro unico, speriamo sia segnalato!

Tocca a me, sono le sette e venti, il mare è molto mosso, ma noi nuotiamo in una zona protetta, canali lunghi e larghissimi andata e ritorno, perfetto.

Trovo subito la bici e parto, strada bella dritta, larga, chiusa completamente al traffico e personale ad ogni piccolo incrocio; si arriva al centro e si attraversa L’Habana, quindi ci si immette in una grande superstrada, sempre completamente chiusa e presidiata.

Un po’ noiosa, ma solo perché non siamo tanti e ci sono vuoti tra un’atleta e l’altro, ma bellissima. Si rientra con vento contro, ma sempre in sicurezza assoluta.

Siamo in centro, ecco la T2, si parte per la maratona! Lungomare andata e ritorno, lo spettacolare Malecon: larghissimo e chiuso anche questo completamente al traffico, è tutto per noi.

Dopo un po’ accuso la stanchezza, non ci sono i cartelli chilometrici, ma il giro è finito e dovrei essere ormai arrivato… E invece no, mancano ancora 5 chilometri!

Tengo duro e arrivo al traguardo, felice e soddisfatto della mia gara e di aver partecipato a un evento storico che dal punto di vista tecnico potrà arrivare ad ospitare in futuro non 200, ma 2.000 triatleti.

CLASSIFICA TRIBER226 21-01-15

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