Domenica 6 maggio a St. Croix si è disputato l’Ironman 70.3, sulle canoniche distanze di 1.9K di nuoto, 90K di bici e 21.1K di corsa.

I partecipanti hanno trovato le più dure condizioni di sempre, non per le 3H, ovvero heat, humidity and hills (caldo, umidità e percorso collinare), ma per la pioggia e per il vento. E per le grosse pozzanghere che si sono formato sul tracciato.

Al via tantissimi i campioni, inevitabile che grande attenzione e attesa ci fosse per la terza gara sulla distanza disputata da Lance Armstrong: dopo il 2° posto di Panama in febbraio e il 7° a marzo a Galveston (Texas), il texano era atteso ad un’altra prova del nove per affinare ulteriormente la sua preparazione, in vista dell’esordio sulla distanza regina, il prossimo 24 giugno all’Ironman France di Nizza.

Tra le donne, la canadese Angela Naeth ha fatto registrare il nuovo record della gara, scrollandosi definitivamente di dosso la nomea di “70.3 Bridesmaid”, ovvero damigella d’onore del 70.3, per via degli innumerevoli secondi posti che ha inanellato nelle stagioni 2010 e 2011.

Dopo la vittoria di Panama, è arrivato per lei il successo anche a St. Croix, con il record del tracciato bike (nonostante una foratura) e il miglior tempo a piedi, 1:18:48.

“It was a blast. It was awesome. I love the rain. I love the mud. Maybe I should do XTERRA.” ha dichiarato Naeth al traguardo.

Al secondo posto si è piazzata la statunitense Mary Beth Ellis, che l’anno scorso vinse nella stagione del debutto tre Ironman di fila, mentre al terzo posto si è piazzata la canadese Sara Gross.

Da segnalare al 10° posto tra le professioniste il nome di una leggenda del triathlon mondiale, la statunitense Karen Smyers: Ironman World Champion, ITU World Champion, USAT Hall of Fame. Smyers ha 51 anni…!

In campo maschile, il “Lance Effect” si è fatto sentire anche a St. Croix, con più media, più sicurezza e più attenzione per il quarantenne 7 volte vincitore del Tour de France che tornava sull’isola dove disputò uno dei suoi primi triathlon nel 1989.

Il più veloce a uscire dall’acqua è stato il campione statunitense Andy Potts, seguito dal francese Stephane Poulat; in terza piazza Armstrong che è subito andato a caccia dei due battistrada.

Il ricongiungimento c’è stato dopo 20 miglia, proprio sulla mitica “The Beast”, la dura salita che caratterizza questa gara. “Forse ho aspettato un po’ troppo per fare la mia mossa, ma fa tutto parte del bagaglio di esperienza che mi sto formando, gara dopo gara” ha dichiarato Armstrong nel dopo gara.

Armstrong ha poi distanziato i suoi avversari, ha fatto segnare il miglior parziale bike ed è arrivato in T2 con due minuti di vantaggio su Potts: “Nessuna sorpresa a riguardo, Lance è probabilmente il miglior ciclista di tutti i tempi”.

Ma Potts è stato strepitoso nella mezza maratona finale, correndo in 1:19:20 in un percorso di certo non facile che gli ha permesso di sopravanzare Armstrong dopo otto miglia e di cogliere l’ennesima vittoria nel circuito. Al secondo posto si è piazzato Poulat che ha di fatto relegato al terzo  Armstrong.

Dopo essere uscito 10° dall’acqua, è iniziata la rimonta del nostro Alessandro Degasperi, capace di arrivare al quinto posto in T2 e quindi di far segnare il miglior split nella corsa, meglio anche di Potts, in 1:19:11, e risalire fino al quarto posto, a poco più di un minuto e mezzo da Armstrong.

A seguire, il neozelandese di origini italiane Terenzo Bozzone, l’argentino “evergreen” Oscar Galindez, l’ucraino Maxim Kriat, campione in carica, il belga Frederik Van Lierde, che ha gareggiato con la febbre, Andres Castillo e Julien Guirriec.

Nonostante la pioggia, l’entusiasmo dei tanti spettatori di St. Croix è stato toccante, come ha voluto sottolineare anche Armstrong: “E’ incredibile, praticamente quest’isola, una delle più belle al mondo, viene chiusa totalmente per il triathlon e tutta la popolazione partecipa con gioia”.

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