Passione Triathlon n° 361
Davide Labanti
protagonista della nuova puntata di Passione Triathlon, intervista condotta da Dario Daddo Nardone.
In questa profonda chiacchierata con il Daddo, il coach e atleta Davide Labanti ripercorre la sua lunga storia sportiva, iniziata precocemente nel nuoto agonistico nel 1982 e arricchita dalla multidisciplinarietà del tennis e del ciclismo, fino alla scoperta del triathlon. Davide analizza la sua evoluzione da “racer” e accanito agonista a tecnico consapevole, una transizione accelerata da una dura esperienza personale di overtraining e burnout psicofisico. Attraverso la sua filosofia del “less is more”, Davide spiega l’importanza cruciale del riposo, i pericoli del fiondarsi su un Ironman senza un percorso graduale e condivide i ricordi magici delle sue qualifiche mondiali nell’Ironman 70.3 a Chattanooga e nell’Ironman a Kona (nuotando in mezzo alle tartarughe). Un’intervista ricca di consigli preziosi per atleti e neofiti che mette al centro di tutto la salute e il puro divertimento.
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Davide Labanti – guarda il video
CAPITOLI
00:00 – Introduzione: Davide Labanti ospite a Passione Triathlon
00:44 – Le origini nel nuoto: da ranista sprinter alla sessione punitiva sui 400 stile
02:04 – Multilateralità: l’amore per il tennis e la gestione dell’ansia da prestazione
05:27 – Identità da “Racer”: cos’è l’agonismo e come darsi obiettivi SMART
07:38 – Lo sport come stile di vita: conciliare allenamenti, liceo e lavoro
09:31 – Sfatiamo il mito: “Anything is possible”? Lo sport deve essere salute
11:55 – Tre generazioni in sella: le pedalate con il nonno e il papà ciclista
15:45 – Il battesimo del Triathlon: l’esordio shock sotto la pioggia a Fumane (2009)
18:49 – Difendere la maglia tricolore dei Vigili del Fuoco a Bardolino
19:56 – La transizione da atleta a coach: decriptare la fisiologia dell’endurance
22:12 – Il riposo è allenamento: la strategia della dose minima efficace
23:42 – La “Balotta” e i compagni di vita: Antonino Greco, Ivan Avaldi e le sfide in M2
28:01 – Trovare la propria distanza: perché oggi Davide preferisce lo Sprint
30:35 – Dire di no all’Ironman improvvisato: l’importanza dell’adattamento organico
34:43 – L’ispirazione per il Long Distance: il tifo a Vichy nel 2015
37:23 – Conciliazione tempi vita-lavoro: la tesi universitaria sullo smart working applicata al coaching
39:42 – I Mondiali: nuotare a Kona in mezzo alle tartarughe marine
42:28 – Punti di riferimento: Jan Frodeno, Gustav Iden e Sam Laidlow
47:15 – Cosa significa divertirsi facendo fatica? Il viaggio oltre l’impresa
49:34 – Il dramma dell’overtraining: riconoscere i segnali del burnout biologico
52:28 – L’empatia del buon coach: le tabelle sono vuote senza ascolto
53:26 – Abilità tecniche vs condizionamento metabolico: gli errori in zona cambio
55:42 – Strategie mentali in gara: l’allenamento frazionato corsa-cammino
57:27 – Fare squadra nel podismo: il fenomeno della Pontelungo Bologna
1:00:15 – Come convincere un neofita impaurito: l’uscita di gruppo e il terzo tempo
1:01:32 – Sogni futuri: tornare sul campo con passione e portare la figlia alle Hawaii
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